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La firma |
Dallo scorso 24 Agosto 2007, con
delibera di Consiglio comunale, il comune di Ponso ha aderito alla "Charta
dei Comuni gemellati con la Fondazione Città della Speranza".Il
gemellaggio è l’ultimo atto di una serie di iniziative realizzate
dall’amministrazione in campo sociale e culturale per la promozione e
la tutela della dignità dell’uomo.
Che cos’è la Fondazione
"Città della
Speranza"?
La Fondazione "Città della Speranza" nasce il 26 dicembre
1994 con lo scopo di raccogliere fondi da destinare alla realizzazione
dei nuovi reparti di degenza e di day hospital, oltre che dei
laboratori dell’Oncoematologia Pediatrica, della Clinica Pediatrica di
Padova.
I
Comuni che intendono gemellarsi con tale Fondazione, sottoscrivono una
Charta che propone un codice deontologico in base al quale s’impegnano
a far crescere nei cittadini la consapevolezza che è un obbligo civile
donare risorse e tempo a sostegno di chi ha bisogno,
non come atto di buonismo, ma come dovere di ogni singolo cittadino e
della comunità in cui vive. Per far crescere questa consapevolezza i
Comuni aderenti devono promuovere incontri nelle scuole con
associazioni "no profit", organizzare iniziative e sostenere,
attraverso le forme più varie, i principi di solidarietà,
impegno e disponibilità a cui la
Fondazione "Città della Speranza" s’ispira. |
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La Charta dei comuni
La Città della
Speranza nasce il 26 dicembre 1994 con il preciso scopo di raccogliere
fondi da destinare alla realizzazione dei nuovi reparti di degenza e
di day hospital oltre che dei laboratori dell’Oncoematologia
Pediatrica della Clinica Pediatrica di Padova.
Premettendo come principi fondamentali alla realizzazione degli scopi
sopraccitati l’impegno gratuito da parte dei partecipanti all’impresa,
la trasparenza e la volontà della gestione diretta dei progetti
finanziati.
Tutto ciò ha reso possibile la credibilità da parte di tutti coloro
che hanno contribuito con i loro finanziamenti a realizzare le opere
volute dalla Fondazione.
Con il passar del tempo è cresciuta intorno alla Fondazione la
consapevolezza che un corretto e trasparente agire apre le porte alla
fiducia delle persone e delle istituzioni. Ciò ha portato a far si che
la Fondazione oggi non sia vissuta solamente per gli impegni che
profonde ma anche e soprattutto come esempio da seguire per
raggiungere obiettivi concreti nel sociale.
Molti sono i Comuni che si sono gemellati idealmente con lo spirito e
gli intenti della Fondazione nel corso degli anni. Per cui la
Fondazione oggi vuole proporre con questa Charta un codice
deontologico che i Comuni gemellati adottino comunemente.
I Comuni devono impegnarsi a far crescere nei cittadini la
consapevolezza che è un obbligo civile donare risorse e tempo a
sostegno di chi ha bisogno. Non come atto di buonismo ma come dovere
di ogni singolo cittadino e della comunità in cui vive. Ogni
cittadino, in funzione delle proprie attitudini e capacità, deve
mettere a disposizione degli altri una parte di esse.
Proprio per far crescere questa consapevolezza i Comuni si dovranno
impegnare a promuovere nelle scuole almeno due incontri all’anno con
l’appoggio di associazioni “no profit”. Dovranno mettere a
disposizione gratuitamente gli spazi pubblici per la raccolta fondi da
destinare a tali associazioni.
Dovranno impegnarsi a vigilare sull’operato delle associazioni
sostenute attraverso l’esame sistematico dei bilanci di ogni singola
iniziativa promossa sul territorio pubblico dalle associazioni stesse.
Si impegnano a mettere a disposizione del pubblico una bacheca nella
quale le associazioni sostenute dovranno rendere pubblici i propri
bilanci dando conto della propria attività.
I Comuni che intendono aderire a questa Charta debbono, a vario segno,
dare dimostrazione di voler sostenere attraverso le forme più varie i
principi di solidarietà, impegno e disponibilità a cui la Fondazione
“Città della Speranza” si ispira.
I Comuni dovranno improntare la propria attività in ambito sociale sui
principi di eticità, che avranno quale obiettivo primario il
coinvolgimento delle varie forze sociali ed economiche in attività
rivolte al terzo settore. Ciò promuovendo incontri ed iniziative che
dovranno coinvolgere le istituzioni ed i cittadini secondo le proprie
disponibilità, a vari livelli e titolo.
Condividendo i principi di questa Charta i Comuni che intendono
aderirvi debbono promuovere nei cittadini la coscienza che le
istituzioni non possono far fronte da sole alle incombenze del sociale
e che le risorse per fare ciò debbano altresì venir reperite con il
contributo e l’impegno di tutta la cittadinanza.
La "Città
della Speranza" persegue lo scopo di raccogliere fondi da
destinare ai bambini, in modo gratuito e trasparente, consentendone il
controllo attraverso la pubblicazione di ogni dato che la riguardi.
Con l'aiuto di molti è stato costruito a Padova il nuovo Centro di
Oncoematologia Pediatrica; presso la pediatria dell'ospedale di
Vicenza il
day Hospital;
e dal 1999 la
Fondazione "Città della Speranza" finanzia progetti di ricerca
scientifica sulle malattie neoplastiche infantili, per cercare di
aumentare la percentuale di guarigione dei bambini. Visti i risultati
raggiunti, è stato intrapreso anche un nuovo grande progetto, del
valore economico di 15 milioni di euro, per la realizzazione a Padova
di un Nuovo Centro di Ricerca per l'oncologia pediatrica, in grado di
diventare un polo d'eccellenza per lo studio delle malattie infantili.
L'Amministrazione si è impegnata a promuovere nelle scuole almeno due
incontri all'anno sul tema, con l'appoggio di associazioni di
volontariato; a fissare un appuntamento annuale con le associazioni
no profit del territorio ed il coinvolgimento della cittadinanza;
e si è dichiarata disponibile a concedere gratuitamente spazi pubblici
per la raccolta di fondi. La firma è
avvenuta nel contesto delle musiche
del maestro Franco Guidetti dedicate al cinque centenario dalla
nascita di Andrea Palladio, e delle associazioni di volontariato,
culturali e sportive operanti nel nostro paese. |